giovedì 25 agosto 2011

15 agosto.


Odore di smalto scadente.
come se qualcosa che serva a mascherare e nascondere possa non esserlo.
note in sottofondo e parole battute. Fucsia, tra bianco e nero.
polvere posata su scaffali umidi, e copriletti colorati a ricordare la vita che, ogni tanto, qui si dimentica.
urla, risa, la porta sbatte, e il rumore cessa.
è il 15 d’agosto di un anno qualsiasi. Chissà poi perché festeggiare un giorno che se ne sta là in mezzo, che non è inizio e non è fine, è metà, solo metà.
griglie accese e farfalle nello stomaco. Ed esploderei in questo momento, se non ci fossi. Anche se a chilometri di distanza, vedo il tuo sorriso.
E quello specchio che guarda, silenzioso. Quante volte ci ho pianto, davanti. Mentre lui, severo, guardava e taceva. Sulla parete biancazzurra, sottile come avrei voluto essere, fragile come sicuramente ero.
un armadio aperto e qualcosa, laddentro.
Colori mischiati a ricordi di estati fa.
e sarà che non dormo da notti, ma tutto questo comincia a far schifo.
un ultimo sguardo a quello specchio, e la luce si spegne.
è il 15 agosto. È solo metà.
Tu. Sei la mia META.



E immagino quanto tu sia bello quando dormi. Ti bacerei, ora. Ti amerei, sempre.

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