martedì 28 febbraio 2012


Il problema dei desideri è che li esprimi sempre troppo tardi.
Che quando ti dicono “dai, esprimi un desiderio!” già il tempo è scaduto.
E te lo sei bruciato in partenza.
Credo che quando si formò il mondo, quando i le prime forme di vita cominciarono a muoversi sulla terra, ecco, in quel momento si creò anche un tempo massimo entro il quale esprimere i desideri.
Però è un po’ come la storia dei dinosauri, non si sa molto a  riguardo.
E così noi andiamo alla cieca, e poi ci incazziamo se le cose non vanno come vorremmo.
L’altra sera ho visto una stella cadente. Sì, ero in giardino, e guardavo il cielo, ed era febbraio, e io l’ho vista. Sembrava si stesse lanciando dal tetto di casa.
Solo che quando la vedi è così bella e ti senti così fortunata che poi va a finire che non pensi al desiderio, e quando l’hai espresso ormai è tardi.
Parlo di questo. Del “pensare di desiderare”. Così non vale, dico io.
Che se tu devi anche sforzarti di pensare a cosa desiderare, è finito tutto. Sei squalificato. Per te il viaggio termina qui.
Come quando da piccolo stai tutto il giorno del tuo compleanno a pensare a quale desiderio esprimere quando spegnerai la candelina. E poi magari va a finire che ti rompono le palle per farti la tanto famigerata foto con la torta che spegni la candelina come un idiota e non ci pensi al desiderio. Son delusioni quelle.
Perché poi devi aspettare un intero anno , e hai voglia a desideri.
Ho capito solo ora perché quando spegnevo la mia candelina anche i miei amici soffiavano con me. Perché pensavano di rubarmi il desiderio. Che tanto io ero impegnata afare la faccia stupida di chi spegne le candeline. Mentre loro già erano pronti a desiderare.
Chissà se poi i loro si sono avverati.
Beh comunque. Così va a finire che rimaniamo fregati tutti. È come giocare a un gioco senza sapere le regole.
E poi da chi vai a lamentarti se non sei diventata una scrittrice famosa, o se non hai mai incontrato Lee Ryan, o se Luca non si è mai accorto che forse qualcosa di bello lo avevi anche tu?
Il cielo ti riderebbe in faccia, come quando vai a lamentarti al supermercato per un prodotto scaduto e in realtà hai solo letto male la data.
E ho visto una stella cadente e ho desiderato la cosa che desidero sempre, ad ogni candelina, ad ogni stella cadente, ad ogni ciglia che “sopra o sotto?”.
E fra mi ha chiesto se io credo ancora in queste cose come se lo stesse chiedendo  ad un adulto che crede a Babbo Natale.
E io gli ho risposto che no, non credo mica più in queste cose. Però è sempre meglio dare la colpa a quella stupida stella cadente se le cose non vanno come vorresti, piuttosto che ammettere che forse è solo colpa tua, no?



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